giovedì 12 novembre 2009

Souvenir de Paris - Jour 3

29 agosto 2009

Marchè aux puces. La mattina del sabato mi sono dedicata alla scoperta del mercato delle pulci di Saint Ouen. La zona non è delle migliori, più che Parigi sembra il ghetto di una città americana, ma se si riesce a superare lo shock iniziale si possono scoprire dei veri tesori. Sì, posso dire di essere stata nel paese delle meraviglie.
Nel primo tratto sembra di essere nella romanissima Via Sannio: bancarelle di paccottiglia made in China, ma anche qui c'è qualche sorpresa, come il cappellaio, dove tra i più economici borsalini e cloche, si possono trovare cilindri, bombette e tricorni, che realizza anche su misura ed in vari colori. Ne ho presi due: un borsalino nero semplice ed un altro damier bianco e nero.

Il Marchè Dauphine si possono trovare giornali e stampe d'epoca, fotografie, vecchie macchine fotografiche, libri e fumetti e anche un po' di vintage.



La parte più straordinaria di tutto il mercato è quella dedicata all'antiquariato (Marchè Biron, Marchè Vernaison). Qui veramente dire "si può trovare di tutto" non è più un modo di dire. Ho trovato banconi da bar interi dei primi del 900, porte indiane dipinte, sedute medievali, gabbie per uccelli dalle forme più disparate, poltrone di tutte le fogge e i colori. Il paradiso degli occhi, l'inferno del conto in banca. Ho solo osservato, ma non mi resta difficile immaginare quanto potessero valere tutte queste cose.

un vraie cache d'Ali Baba

Trovare il vintage è stato un po' faticoso, tanto che avevo quasi perso le speranze, quando ecco all'improvviso sbucare uno spazio pieno di abiti chiaramente appartenuti ad un altro tempo. I prezzi erano onesti, ma comunque eccessivi per il mio portafoglio. Mi sto ancora mangiando le mani per quelle bellissime giacche da ussaro. Avrei dovuto prenderle.

Nel pomeriggio abbiamo fatto un salto dal mercato delle pulci alla via dell'alta moda: il Faubourg Saint Honore. Non è stata una bella passeggiata, anzi ero piuttosto abbattuta dalla consapevolezza che le mie due compagne avrebbero voluto essere da qualsiasi altra parte tranne che lì. Avevamo appuntamento con Lauren un'amica di Laura al Palais de Tokyo per andare a vedere una mostra. Prima abbiamo fatto un salto a vedere l'imponente museo di antropologia progettato da Jean Nouvelle: il Quay de Branly. Ero alla ricerca del famoso giardino verticale, ma non l'ho trovato, forse a causa del mio pessimo umore ho smesso di cercare troppo presto.





La mostra del Palais de Tokyo, Spy Numbers, ci ha lasciato un po' perplesse. Partendo dalle teorie di Tesla sull'elettromagnetismo la mostra cercava di applicarlo alle altre discipline... il risultato sembrava un po'... tirato per i capelli.





Poi finalmente relax sulla bellissima terrazza del Palais... Appena è salito il vino ho anche cominicato a divertirmi. Credo di essere stata infastidita soprattutto dalla povertà del mio francese che ha costretto Laura a tradurre in continuazione. Per una come me è una cosa estremamente frustrante. Ma l'alcool mi ha sciolto la lingua e abbiamo parlato, parlato, parlato in in mix di italiano, francese ed inglese.

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