mercoledì 3 marzo 2010

I grafismi di Emilio Pucci


Grafismi. Pucci è un marchio che mi ha sempre affascinato, vuoi per le sue stampe grafiche, vuoi per l'uso dei colori o solo per il DNA fiorentino. L'ultima collezione ha davvero attirato la mia attenzione (e non solo la mia) e quindi eccomi qua con un post per la sezione ICONE dedicato all'erede della nobile famiglia fiorentina.

Emilio Pucci in principio si dedicò allo sci e fece parte della squadra olimpica italiana nel 1934 e 1935 grazie alla quale vinse una borsa di studio per allenarsi nello sci al Reed College nell'Oregon dove ebbe modo anche di realizzare i suoi primi abiti, da appassionato di pittura qual era, disegnando l'uniforme della squadra di sci della scuola, da dove si laureò nel 1937. Fu richiamato in Italia nel 1938 alla vigilia della guerra, e si arruolò come ufficiale dell'Aviazione, trascorrendovi il periodo bellico.
La sua attività di disegnatore di moda decollò per caso: nel 1947 a Zermatt la fotografa Toni Frissel, che lavorava per l'Harper's Bazaar, un'importante rivista di moda statunitense, rimase colpita da una giovane amica di Pucci che indossava una tuta da neve, da lui disegnata quasi per gioco, e la fotografò. Quando fu pubblicata sul magazine illustrato nell'ambito di un articolo sulla moda invernale in Europa fu un successo immediato (1948).
L'episodio lo incoraggiò a creare e vendere vestiti da donna, aprendo la sua prima boutique a Capri nel 1950. Fin da subito la sua produzione si contraddistinse per l'uso di colori brillanti e motivi vistosi e marcati, che tanto influenzarono la moda di quei decenni.
Emilio Pucci partecipò alla prima sfilata di moda tenutasi in Italia, che fu organizzata per il 12 febbraio 1951 da Giovanni Battista Giorgini a Firenze, presso Villa Torrigiani in Via dei Serragli. Tra i suoi primi successi vanno ricordati la linea di vestiti di seta stampata senza pieghe.
Emilio Pucci ebbe un rapporto speciale con la città dei suoi antenati, Firenze, e nel Palazzo Pucci stabilì il quartier generale della sua casa di moda, dove infatti si trova tutt'ora. Una curiosità: L'indirizzo stesso della maison, come pochi al mondo potevano vantare, era di per sé un vanto e rifletteva la sua origine nobile: "Marchese Emilio Pucci, Palazzo Pucci, Via de' Pucci 1, Firenze".
Fu molto popolare negli Stati Uniti, disegnò per esempio lo stemma per la tuta degli astronauti della Nasa per la missione dell'Apollo 15; oppure disegnò le divise per le hostess, i piloti e il personale della compagnia Braniff International Airways tra il 1965 and 1977, colorate e assolutamente innovative rispetto al panorama di allora; in Italia disegnò le divise classiche dei Vigili urbani, con i lunghi guanti bianchi e gli elmetti ovali sulla divisa blu.
Dopo la sua scomparsa nel 1992, il design degli abiti passò alla figlia Laudomia Pucci. Nel 2000 il gruppo francese LVMH (Louis Vuitton), acquistò i diritti sul logo Emilio Pucci e sulle creazioni storiche rilanciando la griffe nel mercato internazionale. Il legame con il passato si manifesta con la valorizzazione del catalogo storico e la rivisitazione di modelli e motivi. Tra gli stilisti che vi hanno operato vi sono Stephan Janson, Julio Espada e Christian Lacroix, mentre dal 2006 a Lacroix è subentrato il designer inglese Matthew Williamson. Laudomia oggi si occupa dell'immagine complessiva della maison, che conta diciotto boutique in località esclusive nel mondo e il cui fatturato viene realizzato al 60% tra Italia e Stati Uniti. Oggi l'art director della maison è Peter Dundas alla sua terza (e favolosa) stagione.





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