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martedì 11 maggio 2010

La Bisbetica Domata e Shakespeare Family

Sono sparita. Lo so. Ma diciamo che si sono affollate un po' di cose in questo mese. Volevo porre all'attenzione dei miei "numerosi" lettori, lo spettacolo che sto preparando in questo momento e che andrà in scena il 22 maggio al Teatro del Sogno di Roma.
Per la regia di Claudio Jankowski, con scene e costumi curati dalla sottoscritta, La Bisbetica Domata & Shakespeare Family è uno spettacolo che unisce il dramma originale shakesperiano, con alcuni pezzi tratti da Shakespeare Family, pièce che Giuseppe Manfridi (che sarà anche il mattatore della serata) ha scritto per il pubblico radiofonico degli anni 70/80 immaginandosi semplicemente ciò che potrebbe essere accaduto dopo la fine degli originali.
Metà del ricavato della serata andrà in beneficenza al telefono azzurro.

Ok vi ho annoiato abbastanza.
In questo spettacolo diciamo che ho fatto un po' di tutto: aiuto regista, scenografa, costumista e addirittura attrice tappabuchi (e vi confesso che ancora non so la parte...). Più che altro costumista comunque... ho lavorato davvero come una schiava... avrò cucito da sola (e malamente confesso) una ventina di costumi. Venerdì faremo le prime prove in costume... spero che l'effetto generale sia quello sperato. Ho un po' paura... Un po' tanta a dir la verità dato che ci sono persone che ancora non mi hanno portato i MATERIALI per il loro costume!!!! E mancano meno di 2 settimane. Un totale disinteressamento. Ad alcuni attori, vi giuro, sparerei a vista. Non solo mi sono fatta un mazzo tanto, sottolineerei pro bono, sacrificando il mio tempo, il mio spazio (il mio studio è invaso da costumi) rischiando di prendermi qualche malattia (mi ferisco continuamente con gli aghi), ma mi devo anche sentir dare della iena o nel migliore dei casi vedere semplicemente che le mie richieste sono state ignorate (senza una telefonata nè nulla, semplicemente ignorando) e poi assolte da altre persone più educate e solerti che, immagino, avevano più a cuore la mia sanità mentale che il costume di questi due debosciati.


martedì 16 marzo 2010

Per sempre uniti di O'Neill (finalmente le foto di scena)

A quasi un mese dallo spettacolo sono arrivate finalmente le foto di scena. Considerate che io lo spettacolo, con i costumi le scene e tutto non l'ho mai visto (stavo dietro le quinte a suggerire). Quindi ecco a voi le foto. Costumi e scene made by me.








giovedì 25 febbraio 2010

Prada@Metropolitan Opera

Ibridi. Parliamo di Prada. La signora Miuccia, che, vi confesso (rischiando di essere tacciata di blasfemia), non amo molto, si è "improvvisata" costumista per la messinscena di Attila alla Metropolitan Opera di New York. Uno stilista, non è un costumista. Ok che sempre di vestiti si parla, ma non è affatto la stessa cosa. Servono conoscenze e sensibilità diverse, hanno necessità diverse. E poi da un certo punto di vista mi sembra giusto che ognuno faccia il proprio lavoro. Se le produzioni cinematografiche e teatrali iniziano ad appoggiarsi al nome di stilisti famosi per attirare il pubblico, che fine faranno i veri costumisti?

PS: Parlo contro me stessa, lo so. In mia difesa, però, voglio dire che nonostante io abbia una formazione che tende più alla moda che al costume, ho allo stesso tempo una laurea in organizzazione teatrale e ho fatto teatro per anni. Quindi non si può dire che io sia del tutto una neofita.








lunedì 8 febbraio 2010

Orrore il viola in teatro! Ve la do io la superstizione...

Superstitious. Prima abbiamo parlato del Macbeth... ora sfatiamo un'altra superstizione teatrale. Il viola. Guai a salire sul palco con qualcosa di viola. Può essere anche il regista o l'attore più illuminato del mondo, ma questa cosa non riuscirà a mandarla giù. Il viola, poverino, non ha nessuna colpa, anzi è un colore regale che io personalmente adoro (anche perchè sta divinamente con i miei capelli rossi). Mi piace così tanto che se avrò una figlia il suo nome sarà Viola (questo però è colpa di una frase di un film: "lei sarà la mia eroina, ed il suo nome sarà Viola"-dal finale di Shakespeare in Love).
Ora vi spiego come è nata questa superstizione. Il viola, come tutti sanno, è il colore dei paramenti liturgici usati in periodo quaresimale. In questo preciso periodo dell'anno (40 giorni prima di Pasqua), nel medioevo, venivano vietati tutti i tipi di rappresentazioni teatrali e di spettacoli pubblici che si tenevano per le vie o le piazze delle città. Questo comportava per gli attori e per tutti coloro che vivevano di solo teatro, notevoli disagi economici. Non potendo lavorare infatti, le compagnie teatrali non avevano guadagni e di conseguenza anche procurarsi il pane quotidiano era ardua impresa.
Questo è il motivo per cui il colore viola è odiato da tutti gli artisti, in generale, ma è vietato soprattutto in teatro dove con il passare dei secoli è diventato vera e propria superstizione. Forse sarà ora di uscire dal medioevo?

Lady Macbeth nel cuore

Passione. Lo so che si dice che Macbeth porta sfiga... a parte che non ci credo (come non credo alla sfortuna che dovrebbe portare il viola) e poi Lady Macbeth è un ruolo che mi è sempre rimasto nel cuore. E questo monologo... beh che dire... tra i più belli mai scritti. Penso che prima o poi salirò sul palco in questa veste e se non potrò... beh realizzerò una collezione in cui la mia "donna" sarà lei. Bella e dannata, istigatrice e vittima... Assolutamente affascinante.

Il corvo stesso è roco
che gracchia sull'ingresso fatale di Duncan
sotto i miei spalti. Venite, Spiriti
arbitri dei pensieri di morte, strappatemi questo mio sesso di dentro,
e dai piedi alla fronte riempitemi fino al trabocco
della più sorda crudeltà! Fatemi il sangue denso,
fermate l'accesso e il tramite al rimorso
affinchè nessuna compunta visita dei sentimenti naturali
scuota il mio tristo proposito o ponga tregua
tra questo e l'azione! Venite al mio seno di donna,
e prendetevi tutto il mio latte per altrettanto fiele, voi, ministri d'assassinio, dovunque
nelle vostre sostanze invisibili
attendete ai misfatti della natura! Vieni densa Notte,
e avvolgiti nel più scuro fumo d'Inferno,
affinchè il mio coltello accuminato non veda la ferita che fa,
nè il cielo s'affacci attraverso la coltre del buio,
gridando "No, no!".

The raven himself is hoarse
That croaks the fatal entrance of Duncan
Under my battlements. Come, you spirits
That tend on mortal thoughts, unsex me here,
And fill me from the crown to the toe top-full
Of direst cruelty! make thick my blood;
Stop up the access and passage to remorse,
That no compunctious visitings of nature
Shake my fell purpose, nor keep peace between
The effect and it! Come to my woman's breasts,
And take my milk for gall, you murd'ring ministers,
Wherever in your sightless substances
You wait on nature's mischief! Come, thick night,
And pall thee in the dunnest smoke of hell,
That my keen knife see not the wound it makes,
Nor heaven peep through the blanket of the dark,
To cry "Hold, hold!"





mercoledì 27 gennaio 2010

Dio salvi Jean Paul Gaultier. Quando l'alta moda è anche uno spettacolo.

Tanto per gradire... poi metterò le foto della sfilata. Per Jean Paul Gaultier la primavera estate 2010 è MESSICO!



martedì 19 gennaio 2010

Per sempre uniti di O'Neill

On stage. Udite udite, il 22 febbraio sarò a teatro con lo spettacolo "Per sempre uniti" di Eugene O'Neill per la regia di Claudio Jankowski. Cosa faccio? Beh molto a dir la verità: scene e costumi, principalmente, ma ho realizzato anche la locandina e sto dando una mano con la regia, come aiuto of course. Vi aspetto numerosi!


“Per sempre uniti” è l’opera teatrale di Eugene O’Neill
in cui espliciti riferimenti autobiografici (il secondo matrimonio
del drammaturgo americano) si estendono a
considerazioni universali che vertono sugli elementi tipici
del rapporto amoroso, quali la gelosia, le rivendicazioni
individuali, le recriminazioni e le accuse sia maschili, sia
femminili, in un’atmosfera fortemente simbolica.
Michael e Nelly rappresentano due mondi diversi,
singolarmente circoscritti in due cerchi di luce (come
voluto sulla scena dall’autore).
Sostengono con passione le loro opposte ragioni, si
abbandonano ad effusioni e a ricordi, si scontrano, si
separano drammaticamente per poi incontrarsi di
nuovo e restare uniti per sempre.
Sullo sfondo fanno la loro comparsa altri due personaggi,
John e la prostituta, che solo per un attimo
vengono assunti come emblemi di una possibile alternativa,
rapidamente dissolta dall’intensità del legame che
unisce Michael e Nelly.

INTERPRETI

ANNA MARIA CITTADINI
MAURIZIO FARAONI

ALESSANDRO BELLICO
FRANCESCA CASALI

AIUTO REGIA :FRANCESCA CASALI
GRAFICA: EVA MEUCCI
TRUCCO . RICCARDO MONTELLA
ARREDI: RENATO POSTIGLIONE
COMPLEMENTI D'ARREDO E. RANCATI
REALIZZAZIONE SCENE E COSTUMI: EVA MEUCCI

venerdì 8 gennaio 2010

The Slimane Event

L'ex direttore creativo di Dior Homme, Heidy Slimane, ha deliziato il pubblico web con una tardiva Christmas Card: Oscar Improvisation 1. Il film, trasmesso in streaming sul sito, ha come protagonista la sedicenne étoile del Royal Danish Ballet Theatre Oscar Nilsson. Accompagnamento musicale a cura del batterista Mathias Sarsgaard dei Supershine.












mercoledì 2 dicembre 2009

Sonia Rikiel per H&M

Il circo è in città. O meglio lo era. Ieri sera il Grand Palais ha ospitato una parata, circus-like, per celebrare la collaborazione di Sonia Rikiel per H&M. La stilista ha disegnato ben due collezioni, una di lingerie e una di maglia, che usciranno rispettivamente il 3 dicembre, ovvero domani, ed il 20 febbraio. La linea di lingerie è decisamente burlesque, ispirata a quella delle nostre nonne ma con un tocco di malizia in più, e comprende reggiseni a balconcino in raso (che devo assolutamente riuscire a comprare) panciere e guepiere, oltre a body, pigiami, vestaglie e babydoll. L'aspetto più stupefacente dell'iniziativa, però, resta la presentazione al Grand Palais, un evento davvero in grande stile, come solo i parigini sanno fare.

Natale 2009: le vetrine di Printemps

Wonderland. Le vetrine di Printemps per il prossimo Natale si sono vestite di couture. Tema russo per Chanel, John Galliano e Victoire de Castellane per Dior, che hanno curato gli abiti delle marionette che daranno vita alla magia delle vetrine natalizie dei magazzini Printemps a Parigi. In Italia non vedremo mai nulla di simile. Le due marionette create da Chanel sono ispirate a due personaggi che hanno segnato la storia della maison: il Duca Dimitri, uno dei grandi amori di Coco, e la Principessa Nadejda, una delle sue amiche più strette, che comparirà nella vetrina vestita con un abito in miniatura dell'ultima sfilata Paris-Moscou. John Galliano, invece, ha immaginato per Dior una bambola vestita con gli abiti tradizionali del folklore russo, con tanto di stivali con lacci e pelliccia. Victoire de Castellane, dal canto suo, anima creativa dietro a Dior Joaillerie, ha trasportato sulle dita della sua bambola le sue visionarie creazioni.











lunedì 30 novembre 2009

Costumi di carta

Mani di fata. Isabelle de Borchgrave ha delle mani veramente magiche: confeziona costumi di carta, che sembrano di stoffa. Sono delle creazioni uniche e assolutamente entusiasmanti.
Mi sto accostando ora al mondo del costume teatrale. Per "La bisbetica domata" ho avuto più o meno carta bianca. Mi era venuto in mente di realizzare dei costumi partendo da materiali di riciclo, sia per il budget limitato, sia per sottrarre realtà da questo spettacolo che si preannuncia come qualcosa di assolutamente folle. Questo video capita a fagiolo... una grande ispirazione... vale la pena provare.

martedì 10 novembre 2009

Le cirque de la mode

Cosa c'entra la moda con il circo? Molto. La moda è circo. E' spettacolo, è meraviglia, è provocazione.
Il titolo di questo blog si ispira ad un evento molto importante nella storia della moda, il théatre de la mode, una mostra di bambole vestite da sarti famosi, organizzata dalla Chambre syndacale de la couture parisienne nel dopoguerra per dimostrare al mondo quanto era ancora vitale la moda francese.
La moda oggi non è più teatro, ne ha perso la compostezza ed in gran parte la vocazione culturale, ma ne ha enfatizzato l'eccesso ed il carattere spettacolare. La moda oggi è circo, nel senso più ampio del termine. Gli stilisti sono trapezisti, clown, domatori di leoni, funamboli e giocolieri, che ci fanno sognare, ognuno in modo diverso, ma facendo parte dello stesso grande spettacolo dell'immaginazione. Il circo combina stili e spettacoli diversi come la moda può riunire sotto le sue ali tutte le altre discipline che ne diventano nutrimento ed ispirazione: fotografia, architettura, design, grafica, storia, natura, mitologia, letteratura, cinema, cucina... Tutto fa moda. E questo tutto, se ben amalgamato, se esce dalle righe, incanta e diventa un grande spettacolo.
Questa connessione tra lo spettacolo e la moda non è nuova. E' circo la moda del Settecento, con le sue ardite acconciature degne del miglior giocoliere, è circo la jupe di Poiret come le chopine del Cinquecento veneziano. E' assolutamente circo Elsa Schiaparelli, che a quest'arte ha dedicato anche una meravigliosa collezione.
La moda diventa circo. Il circo diventa moda.









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