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lunedì 11 ottobre 2010

I fall in love for... MILAN

Gucci: colore e un po' di colonialismo.








D&G: le dejeuner sur l'herbe 

La gonna con sotto lo short a palloncino che fa capolino è un'amore. 




Ferrè




Moschino: perchè di nuovo il cappello? Ma non l'avevano usato nella scorsa sfilata? Arte del riciclo? Però mi ha messo tante righe e tanti pois... e adoro. 






Prada: ovvero l'arte di deturpare il corpo femminile... Linciatemi, mettetemi alla gogna ma a me Prada proprio non piace. Miuccia mette in scena l'arte del brutto con delle scarpe ortopediche che fanno sembrare orrende anche le gambe delle modelle. Salvo giusto questi 3. 




DSquared: a volte basta usare gli occhi senza usare sovrastrutture mentali. Dopo qualche porcata (le ultime collezioni non si potevano proprio vedere) Dean e Dan tirano fuori una collezione androgina ma molto, molto chic. Altro che Prada... 








Salvatore Ferragamo: non sto rosicando, ma... che noia! A parte questi due che trovo interessanti, tutti gli altri non mi provocano altro che un sonoro sbadiglio. 



Dolce & Gabbana: deliziosa, davvero. Parlo degli abiti bianchi, gli altri... dimenticabili. 









Pucci: aiuto, me l'hanno cavallizzato!!!!!

Però questo è bello...

































mercoledì 23 giugno 2010

Pomp and Circumstances (Alexander McQueen Menswear s/s 2011)

Menswear "firmato" McQueen. Sentite anche voi che c'è qualcosa che non va? Lo percepite? E' sicuramente comprensibile, sembra una collezione sotto shock. O forse la vedo io così perchè io ancora non ci credo che non ci sia più. Eppure ora, in questa collezione, LO VEDO. Vedo che lui non c'è, anche se è una collezione in stile McQueen. E' una bella copia, ma non è l'originale. Manca lo stupore, manca la follia. MANCA IL GENIO. E il genio non è una cosa che si può improvvisare. O ce l'hai o non ce l'hai.
Molti saranno stati anche "contenti" che lui sia morto, pensano che si sia liberato "spazio" per loro... Poverini, quasi mi dispiace. Soprattutto per la loro presunzione. La firma di McQueen è inconfondibile. Potete essere bravi, qualcuno di voi sarà anche geniale. Ma non siete lui. Non potrete mai prendere il suo posto.
Questa collezione è timida (anche nella presentazione che non è una vera sfilata), siamo al collaudo, ma è ben fatta, gli estremi ci sono tutti. Staremo a vedere cosa ci riserva il futuro. Questa è la prima collezione in cui lui manca realmente. L'ultima sfilata era ancora pervasa dalle sue magnifiche (e mortali) ossessioni, qui ne sentiamo l'eco, il retrogusto, ma questo è tutto. Sarah Burton ha un compito difficile, molto. Ha un gigante con cui misurarsi, ma avendo lavorato con lui è l'unica che può immaginare di riuscirci.




















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