I costumi de La Dolce Vita, realizzati tutti da sarti italiani, vinsero l'Oscar diventando, così, emblema del gusto italiano in tutto il mondo.
Sicuramente la moda della Dolce Vita è quella delle Sorelle Fontana, di Fernanda Gattinoni e di Schuberth.
Le Sorelle Fontana, hanno avuto una grande influenza proprio nel film ispirando sia l'abito di Anita Ekberg nella scena della fontana, sia facendole indossare il famoso abito "pretino" ideato per Ava Gardner.

Sapienza artigianale e intuito le rendono uniche nelle loro creazioni, tanto che furono le prime, negli Anni Cinquanta, a portare l’Alta Moda Italiana sui mercati internazionali, aprendo quindi con successo la strada al Made in Italy.




Anche gli abiti realizzati da Fernanda Gattinoni sono presenti nel film, ma Madame Fernanda verrà sempre ricordata per un altro film, ovvero "Guerra e pace" con Audrey Hepburn per cui ottenne anche la nomination agli Oscar.



Dai più purtroppo è dimenticato ma Emilio Schuberth era un sarto di fama tra gli anni 50 e 60 alla pari di Dior e Balenciaga.



La moda della dolce vita è l'ultimo baluardo di eleganza, segna la fine di un'epoca raffinata, che ancora risente dei fasti del new look, e l'inizio di un'altra divertente, caotica ed informale che dura tutt'oggi.
Gli anni 60 stanno tornando prepotenti, l'abbiamo visto in tutte le sfilate e credo che molta della colpa (o del merito) l'abbia avuto "A Single Man" di Tom Ford. E forse un pochino anche "An education". Più sixties di così...







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