Superstitious. Prima abbiamo parlato del Macbeth... ora sfatiamo un'altra superstizione teatrale. Il viola. Guai a salire sul palco con qualcosa di viola. Può essere anche il regista o l'attore più illuminato del mondo, ma questa cosa non riuscirà a mandarla giù. Il viola, poverino, non ha nessuna colpa, anzi è un colore regale che io personalmente adoro (anche perchè sta divinamente con i miei capelli rossi). Mi piace così tanto che se avrò una figlia il suo nome sarà Viola (questo però è colpa di una frase di un film: "lei sarà la mia eroina, ed il suo nome sarà Viola"-dal finale di Shakespeare in Love).
Ora vi spiego come è nata questa superstizione. Il viola, come tutti sanno, è il colore dei paramenti liturgici usati in periodo quaresimale. In questo preciso periodo dell'anno (40 giorni prima di Pasqua), nel medioevo, venivano vietati tutti i tipi di rappresentazioni teatrali e di spettacoli pubblici che si tenevano per le vie o le piazze delle città. Questo comportava per gli attori e per tutti coloro che vivevano di solo teatro, notevoli disagi economici. Non potendo lavorare infatti, le compagnie teatrali non avevano guadagni e di conseguenza anche procurarsi il pane quotidiano era ardua impresa.
Questo è il motivo per cui il colore viola è odiato da tutti gli artisti, in generale, ma è vietato soprattutto in teatro dove con il passare dei secoli è diventato vera e propria superstizione. Forse sarà ora di uscire dal medioevo?
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3 giorni fa
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